Il lago Titicaca

Andrea ed Erica, i nostri inviati di #PartiPerunViaggio, oggi sono a Puno, sul lago Titicaca.

La nostra avventura continua verso Puno, seconda tappa del nostro viaggio. La città di Puno è un minestrone di colori, rumori e odori. Le sue strade sono trafficate e gli edifici non dei più curati. Nonostante questo la città non smette di affascinarci, proprio per il suo essere così diversa. È un agglomerato chiassoso, poco conforme alle norme del buon costume.

La sua vicinanza al confine con la Bolivia la rende culturalmente molto interessante: Puno, infatti, è una delle poche città che permette di avvicinarsi vertiginosamente alle culture aymara e quechua.
Il lago Titicaca è il punto d’incontro tra i due paesi, Perù e Bolivia. Si tratta del più alto lago navigabile al mondo, trovandosi esso ad un’altitudine di circa 3800 metri. È sempre stato un luogo di passaggio, così come la città di Puno, che gli spagnoli erano soliti chiamare “Puño y Pampas”, riferendosi a essa come luogo di riposo nel viaggio tra varie città, come ad esempio da Arequipa a Cusco.

Sfoglia la gallery con le foto di Andrea Menichelli!

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La forma del lago è associabile a quella di un puma quando vista dall’alto e da qui viene l’etimologia del nome “Titicaca”. In aymara, infatti, “titi” sta per puma e “kaka” per pietra, mentre in quechua la traduzione è quella di “puma grigio”. La cultura quechua è più forte nella zona nord del lago, verso Cusco, mentre, spostandosi più a sud verso la Bolivia, si fa strada la cultura aymara.

È il più esteso bacino di acqua dolce del Sud America: la sua superficie è di ventidue volte più grande rispetto al Lago di Garda. Metà di questo appartiene al Perù e l’altra metà alla Bolivia, nonostante entrambe reclamino parti più estese (i boliviani sostengono di avere il 60% contro il 40% peruviano e viceversa).

Attraversando il lago, salterà subito all’occhio un particolare: tutte le imbarcazioni portano sul tetto la bandiera del paese di appartenenza.

La nostra visita al lago Titicaca è proseguita con l’esplorazione delle isole Uros, dove si trova la popolazione autoctona degli aymara, e verso l’Isola di Taquile, dove siamo potuto entrare in contatto con la cultura quechua. Siete curiosi? Continuate a seguire il nostro blog e le nostre avventure!

(le altre tappe qui: città bianca di Arequipa, Monastero di Santa Catalina)

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