AZZORRE: la discesa nella bocca del vulcano sull’isola di Terceira

Se siete alla ricerca di una spa naturale tra rocce nere a ridosso dell’Oceano, immerse in una natura selvaggia, lontano dal turismo di massa e senza il bisogno di fuggire in un altro continente, allora le Azzorre fanno per voi! Un paradiso di nove isole, nove perle verdi in mezzo all’Atlantico, a 1403 chilometri dalle coste del Portogallo, che emergono come ninfee dal profondo blu. L’energia dei vulcani che ha dato origine a queste isole si vede non solo nel profilo a cono della montagna di Pico, nella sabbia nera delle sue spiagge o nelle piscine naturali di acqua caldissima e terapeutica…è soprattutto in tre formazioni nate dalle potenti eruzioni passate che possiamo ammirarne la bellezza: l’Algar do Carvão e la Gruta do Natal sull’isola di Terceira e le Gruta das Torres sull’isola di Pico.
Visitare l’arcipelago delle Azzorre significa entrare in mondi sotterranei e architetture naturali dalla bellezza unica. Le geometrie di rocce, nelle forme e nelle infinite sfumature, narrano di antiche epoche vulcaniche e dei mutamenti architettonici delle isole nei millenni: uno scenario a dir poco unico che vi porterà a sentire tutta la potenza della natura.

Le meraviglie nascoste dell’Algar do Carvão e della Gruta do Natale

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Passo dopo passo, attraverso il tunnel che porta alla bocca dell’Algar do Carvao, ci si sente il protagonista di un romanzo di Jules Verne. La discesa all’interno dell’Algar, il cono vulcanico situato al centro dell’isola di Terceria, è davvero impressionante: immaginatevi una grotta verticale che scende per una profondità di 45 metri.
Un cartello all’ingresso invita al silenzio, ma non tutti lo rispettano: turisti che parlano a voce alta dei posti visitati, bambini che strillano rincorsi da mamme esasperate. Non lasciatevi turbare, il mio consiglio è, se potete, di mettervi gli auricolari e godervi la discesa dentro madre natura da soli, con uno dei vostri pezzi preferiti: per me sono state le note del pianoforte di Ludovico Einaudi.
Durante la discesa, sarà facile distrarsi rimanendo con il naso all’insù nell’osservazione della natura circostante: le colate di lava nera e lucida brillano in netto contrasto con il verde intenso del muschio che ricopre il cratere e che si farà sempre più piccolo sulla vostra testa. Entrerete, man mano, in un mondo magico fatto di stalattiti che risplendono bianche come il latte e stalagmiti dalle venature rossastre in un gioco di sfumature e colori dal nero al corallo e al porpora che vi farà perdere il senso del tempo. È una delle cose più belle che abbia mai visto.

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Foto di Simone Antonelli

Le prime testimonianze di una discesa al suo interno risalgono al 1893 a opera di due portoghesi Cândido Corvelo e José Luís Sequeira, che per primi si calarono con una corda nella bocca del vulcano. Oggi, grazie alla gestione dell’associazione “Os Montanheiros”, una serie di scalini sapientemente costruiti senza rovinare il luogo, permettono di scendere sempre più verticalmente nel cono vulcanico, fino al punto più profondo.

Lì, a ben 90 metri sotto il livello stradale, si trova un laghetto talvolta completamente secco durante la stagione estiva. È in quel momento, in questo rifugio per l’anima, che avverti la potenza della natura e non serve fotografare ma puoi solo contemplare e farti attraversare da tanta bellezza.
La discesa nell’Algar do Carvao dura circa mezz’ora, in base al tempo che vorrete dedicarci. Il biglietto costa 6 euro ma vi consiglio di unirlo alla visita della vicina Gruta do Natal per 9 euro totali. Vi consiglio di visitare questa per prima, anche se affascinante è decisamente di minor impatto rispetto all’Algar do Carvao.

La Gruta do Natal si è originata da un flusso di lava ed è così chiamata perché è stata aperta al pubblico proprio il giorno di Natale con una messa celebrata nell’interno delle sue gallerie. Anche in questo caso all’ingresso vi verrà consegnato oltre la mappa dei cunicoli, un prezioso caschetto, che si rivelerà molto utile per salvaguardarvi dalle probabili craniate causa la minima altezza che raggiunge la parete superiore in alcune sezioni. Non sono previste guide, perché il bello è che è impossibile perdersi nel percorso (di curiosa struttura circolare) di circa 700 metri di lunghezza. Questo significa che la visita è adatta anche ai bambini, che rimarranno affascinati dalla possibilità di “scoprire” tutte le varie diverse sezioni del percorso attraverso i bassi cunicoli, e gli stretti passaggi che in alcuni casi si riducono a poco più che un metro e che necessitano di mettersi in ginocchio: ovviamente “solo per veri avventurosi” , come citano i cartelli all’ingresso :)
Consiglio finale: la galleria di lava è stata ben conservata nella sua forma originaria, in alcuni casi quindi il terreno è scosceso. Vi consiglio vivamente scarpe adatte, a meno che non siate come la stoica giapponese davanti a me che sfoggiava delle scintillose ballerine…

Come Indiana Jones nell’avventurosa Gruta das Torres

Muniti di caschetto e torcia siamo pronti per avventurarci nell’oscurità della terra nella Gruta das Torres. Questa meraviglia di architettura naturale, penetra il fianco occidentale dell’isola di Pico e si trova poco distante da Madalena, il capoluogo.

Vale la pena spendere due parole per quest’isola, la più selvaggia e avventurosa dell’arcipelago, che emerge dall’Atlantico con i 2350 metri della sua ingombrante montagna vulcanica che domina il paesaggio, il Pico per l’appunto, spesso coronato da soffici cerchi di nuvole che come ciambelle ne avvolgono la cima. Scendere nella Gruta das Torres non è solo una banale visita, ma un vero viaggio in un mondo sotterraneo, nel ventre di madre Natura, come ci dice Marianne, la nostra giovane guida all’inizio del percorso. La Gruta das Torres è una profonda galleria creatasi per mezzo del passaggio della lava, in particolare dai flussi provenienti dal vicino cono del Cabeço Bravo dai 500 a 1500 anni fa. Sembra proprio di trovarsi dentro un film di Indiana Jones ma i nostri passi scricchiolano su una vera e propria pavimentazione – biscoitos, appunto – data dal ripetuto passaggio della lava. La lunghezza di questa grotta è di circa 5 chilometri, con un’altezza massima di 15 metri, ma solo 500 metri sono quelli visitabili.Azzorre gruta-des-torres

La grotta, infatti, è un dedalo di condotti lavici che si intrecciano sottoterra: è costituita da un tunnel principale di grandi dimensioni e da diversi tunnel secondari laterali e superiori i quali, oltre a presentare dimensioni più ridotte, possiedono strutture geologiche molto diverse. Tutto è stato volutamente lasciato come all’origine proprio per godere ancora di più delle stupende decorazioni della roccia come create da una mano sapiente: l’interno è senza illuminazione se non quella delle nostre torce. Marianne con minuziosa passione ci mostra da vicino i segni lasciati dal passaggio del magma: la presenza di vari tipi di stalattiti e stalagmiti laviche, basamenti laterali, bolle di lava, pareti striate e lava intrecciata in forma di corda…lava per tutti i gusti!
Poi è accaduta una cosa particolare. Marianne ci ha chiesto di spegnere tutte le nostre torce. Ci ha accennato che nel 1990, nel corso delle prime esplorazioni, alcuni avventurieri rimasero senza batterie e completamente al buio: ci misero circa un’intera giornata per riuscire a trovare l’uscita delle gallerie! Marianne ha deciso farci provare la stessa esperienza per capire realmente cosa devono aver provato quegli esploratori. Buio assoluto. Ed è pura magia.

Mi trovo nel ventre della Terra, nel silenzio più totale, in ascolto solo del ritmo del mio respiro che si confonde con quello dello stillicidio dell’acqua che proviene dal soffitto di pietra, in un’atmosfera irreale e sospesa e non provo un briciolo di paura, ma mi sento in perfetta sintonia con la natura che mi circonda e in pace con tutto questo. Un’emozione che fatico a descrivervi, solo da provare!
L’ingresso a questa bellissima esperienza è di 7 euro ed è regolato ad un massimo di 15 persone per 5 ingressi giornalieri. Il percorso dura circa 70 minuti, vi consiglio di prenotare qualche giorno in anticipo sul sito. È adatto anche a famiglie con bambini, purché non abbiano paura del buio (vale anche per i grandi 😉 Per mettere d’accordo tutti, la guida parla solo inglese. Non preoccupatevi se questa lingua non è il vostro forte: forse vi perderete qualche parola ma l’emozione è assicurata!

Crede fermamente nella filosofia del bagaglio a mano: viaggiare leggeri, essere leggeri, vivere leggeri. Ama camminare in cresta, i temporali perché come nella vita poi torna il sereno, fotografare i tramonti. Quando non viaggia e non lavora, dà voce alla sua saudade nella musica suonando il basso elettrico.

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