Buenos Aires: un assaggio di porteño

Buenos Aires.

Un luogo che posso vantare di conoscere abbastanza bene avendoci vissuto per un paio di mesi pieni. Una città piena di vita, arte e cultura che convive da oltre quarant’anni con un dramma, quello dei desaparecidos. Una delle metropoli più belle di tutta l’America Latina anche se di fatto, esclusa la collocazione geografica, di latino ha davvero ben poco! Sarà per questo che i suoi abitanti vengono definiti porteños? Chi lo sa…buenos-aires-tango
Dovete sapere che Buenos Aires è sempre stata uno dei miei sogni nel cassetto. Con una laurea in Lingue e Letterature Europee ed Extraeuropee e una tesi sulla dittatura militare argentina, era come se la conoscessi prima ancora di incontrarla. Un dramma, quello della dittatura militare, di proporzioni epiche che ha causato la scomparsa di oltre 30.000 persone torturate atrocemente e gettate vive da un aereo in volo nelle acque del Mar del Plata. Pensate che a distanza di quarant’anni le madri delle persone scomparse, che ormai rasentano il secolo di vita, marciano ancora davanti alla Casa Rosada di Plaza de Mayo con un fazzoletto bianco in testa, simbolo del pannolino dei figli scomparsi, reclamando i corpi dei loro cari. Un appuntamento fisso che ha luogo ogni giovedì pomeriggio, alle 15.00 in punto, e che non lascia certo indifferenti.buenos-aires-cosa-vedere
Non era mia intenzione rattristarvi per cui chiudo qui la parentesi, se vi interessa approfondire l’argomento scrivetemi e vi indicherò una serie di libri e/o film che vi catapulteranno nella Buenos Aires degli anni bui. Ho voluto accennare alla questione dei desaparecidos in primis perché conoscere un paese significa anche conoscere la sua storia e poi perché l’accaduto ha inevitabilmente segnato la popolazione argentina – e i porteños in particolare – che è sempre, di default, sul piede di guerra. Un giorno sì e l’altro pure per le strade di Buenos Aires ci si imbatte in proteste e manifestazioni, assolutamente pacifiche, di varia natura! E un popolo che non si fa mettere i piedi in testa è sicuramente un valore aggiunto.portenos buenos aires
Torniamo a parlare di Buenos Aires, una città dalle dimensioni epiche che è davvero difficile racchiudere in un post. Una di quelle che conosco meglio nonché quella di cui faccio più fatica a parlare! Perché ogni quartiere, ogni angolo, ogni scorcio di Buenos Aires racconta qualcosa.visitare-buenos-aires-argentina
Dal Microcentro, cuore pulsante della città con i grattacieli e i palazzi d’epoca in stile architettonico europeo, al quartiere di San Telmo con gli stretti vicoli acciottolati su cui si affacciano bassi edifici di epoca coloniale; da Plaza de Mayo, racchiusa tra la Casa Rosada, il Cabildo e la Catedral Metropolitana in stile barocco, al quartiere residenziale di Palermo, con i suoi vasti parchi, i grandiosi monumenti, i viottoli ombreggiati, le piste ciclabili, i graziosi laghetti e la fervente vita notturna.viaggio-a-buenos-aires

Dalla Recoleta, con il famoso cimitero dai lunghi viali fiancheggiati da statue e sarcofaghi in marmo, alla Boca, il quartiere degradato che accolse gli immigrati europei – tra cui molti italiani – sul finire del XX secolo e che ospita il famoso stadio Bombonera e il coloratissimo Caminito; da Puerto Madero, in cui passeggiare piacevolmente su vie fiancheggiate da splendidi edifici in mattone, al Congreso, il quartiere ricco di cinema, teatri d’epoca, vivaci negozi e animati dibattiti politici.buenos-aires-vacanza

Da Florida, la lunga via pedonale animata da suonatori, mendicanti e venditori ambulanti che le donano quel tocco di colore in più, alla 9 de Julio, l’avenida più larga al mondo su cui si erge un obelisco altro 67 metri, a Plaza Dorrego, sede ogni domenica della pittoresca Feria de San Telmo; dagli innumerevoli musei di storia e arte, spesso gratuiti, ai parchi cittadini in cui praticare yoga, teatro, circo… e chi più ne ha più ne metta!buenos-aires-argentina
Questo e tanto altro fanno di Buenos Aires – la città più dannatamente europea di tutto il Sud America – un luogo che vale assolutamente la pena scoprire, assaporare e vivere. Tra un asado e una empanada, uno spettacolo di tango e una milonga, un Fernet con cola e un mate, Buenos Aires vi conquisterà. Forse un po’ meno i porteños di cui si dice che siano “italiani che parlano spagnoli e si credono francesi”.

Anche se questo, forse, fa parte del loro fascino…dove-andare-a-buenos-aires

Traduttrice, blogger e giornalista affetta da un’inguaribile wanderlust, ama tutti i mezzi di locomozione purché la conducano verso nuovi lidi…

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