Viaggi in moto: Lago di Como e Monza

Il lago di Como non è un lago qualsiasi. Soprattutto per chi ama le due ruote. Anzi, andandoci in moto, ci si può perfino innamorare di “Quel ramo del lago di Como”, quello che forse la scuola ci ha costretto a odiare facendoci mal digerire i “Promessi Sposi” del Manzoni.

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Foto di Chiara Romagnoli

L’ideale è andarci fuori dalla stagione estiva, quando è possibile assaporarlo senza il traffico delle gite domenicali di chi scappa da Milano. In questo modo si può scoprire con calma il lago, con il suo fascino un po’ signorile e un po’ decadente che fa innamorare gli americani (come un certo George Clooney, che ha acquistato una villa a Laglio).
Se poi vogliamo parcheggiare il mezzo, non lontano c’è una città a misura di pedone: la reale Monza.

La prima tappa di questo viaggio, per il quale bastano anche pochi giorni, è Mandello del Lario. Tappa obbligatoria se si amano le moto, in particolare le moto italiane, e soprattutto le Moto Guzzi, che qui vengono costruite dal 1921. Nella stessa fabbrica dove, quasi 100 anni fa, alcuni amici hanno deciso di realizzare il proprio sogno: costruire motociclette. La visita merita anche se non si cavalca una Moto Guzzi, perché in queste strade si respira aria di motori a ogni passo.

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Foto di Chiara Romagnoli

Alla fabbrica della Moto Guzzi, in via Parodi 57, è d’obbligo una fotografia alla propria moto parcheggiata davanti al grande cancello rosso d’ingresso. All’interno è possibile visitare il Museo (solitamente un’ora al pomeriggio) con decine di modelli di Moto Guzzi, dalle prime monocilindriche al capolavoro della 8 cilindri da competizione, senza tralasciare sidecar e mezzi a tre ruote. Sempre per gli amanti delle moto, è d’obbligo fare un saluto a Carlo Guzzi, il fondatore della casa motociclistica: a lui è dedicato il monumento inaugurato nel 2011 nella piazza del municipio. Il “Carletto”, come tanti guzzisti lo chiamano affettuosamente, è affacciato al muretto di una pista a prendere i tempi. La seconda metà di settembre Mandello, solitamente tranquilla, cambia faccia: ormai questa è la data fissa degli eventi dedicati alla Moto Guzzi e ai guzzisti, i quali, richiamati da tutto il mondo, invadono pacificamente le strade del paese. Ai profani sembra un miracolo che un marchio possa alimentare così tanta passione, una passione che rasenta la devozione, ma basta essere lì in quei giorni per capirlo!

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Foto di Chiara Romagnoli

Terminato il tour storico-motociclistico, il piccolo paese è facilmente percorribile a piedi per scoprirne le viuzze e per fare una passeggiata sul lungolago, “sorvegliati” dalla Grigna, il monte che vigila su questo angolo del Lario (l’altro nome del lago di Como).

Tornando in sella, ecco due itinerari per le motociclette.
Il primo è la Valsassina, la valle dietro la Grigna tenendo le spalle al lago di Como. L’itinerario parte da Lecco, risale la Valsassina e infine ridiscende sul lago all’altezza di Bellano. Due i tipi di piacere da provare: quello della guida, grazie alle curve fra i paesaggi alpini, e quello del palato, grazie ai punti vendita dove acquistare e assaggiare i formaggi delle aziende casearie locali, magari insieme alla polenta. Il formaggio è uno degli ingredienti fondamentali per condire un piatto da assaggiare: i pizzoccheri. Una deviazione ai Piani Resinelli permette di ripercorrere il tracciato della Ballabio-Resinelli, storica gara motociclistica in salita.

Il secondo itinerario dedicato al piacere della guida è nel Triangolo Lariano, cioè il triangolo di terra formato dai due rami del lago di Como, sulla cui punta sorge il paese di Bellagio. Il Triangolo Lariano, con le sue salite e le sue curve, è un paradiso sia per gli amanti delle motociclette sia per chi preferisce la bicicletta. I ciclisti sono devoti al santuario della Madonna del Ghisallo, ma i motociclisti non si sentono esclusi, visto che qui a Ognissanti viene organizzato un noto motoraduno. Accanto, sorge il Museo del Ciclismo con cimeli di coloro che hanno fatto la storia di questo sport, da Coppi, a Bartali, a Moser.

Il paese di Bellagio, sulla punta del Triangolo Lariano, è la “perla” del lago di Como, sul quale si affaccia. Per le sue stradine, fra piccole boutique e ristorantini, si incontrano numerosi turisti stranieri. Da secoli Bellagio è un luogo di villeggiatura: dai Romani, come Plinio il Giovane, al futurista Filippo Tommaso Marinetti, che qui morì (lo ricorda una targa all’hotel Excelsior). Affacciandosi sul lago, possiamo sognare di sfrecciare a bordo di un motoscafo Riva, per poi sentirsi un po’ nobili sbirciando i giardini e le architetture di Villa Serbelloni e di Villa Melzi.

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Foto di Chiara Romagnoli

Ecco, infine, una proposta per coloro ai quali non basta il fascino signorile del lago e vogliono anche qualcosa di veramente “reale” (cioè “da re”): Monza, a una quarantina di minuti di distanza dal lago di Como. La città della Brianza fa dimenticare ogni luogo comune su queste zone: verde, reale, con un centro a misura di pedone, non fa rimpiangere di aver parcheggiato la moto anche solo per una giornata.

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Foto di Chiara Romagnoli

Lasciati alle spalle il traffico dell’hinterland, appena si percorre il viale alberato che porta alla Villa Reale si cambia atmosfera e si è accolti in questa elegante città. Alla destra del viale sorge la Cappella Espiatoria, costruita a ricordo dell’uccisione del re d’Italia Umberto I per mano dell’anarchico Gaetano Bresci nel 1900.
La Villa Reale venne costruita nel 1700 dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria (gli Asburgo allora dominavano Milano) come residenza reale. È visitabile e ospita importanti mostre. Attorno, sorgono i Giardini Reali con il roseto e l’immenso Parco di Monza, il maggior parco recintato d’Europa. È così grande da comprendere l’Autodromo Monza, il tempio della velocità che ogni anno ospita le gare della Formula 1.

Nel centro di Monza, fra viali dello shopping e particolari viuzze, sorge il Duomo. Una curiosità: la facciata è asimmetrica (basta contare gli archetti per scoprirlo). Dentro al Duomo si possono ammirare il Tesoro (con la Corona Ferrea, usata per incoronare i Re d’Italia) e la Cappella di Teodolinda, la regina dei Longobardi. In pieno centro si trova l’Arengario, con il balcone dove si parlava al popolo, detto appunto “Parlera”. In un vicolo c’è la Casa della Luna, l’edificio civile più antico di Monza, chiamata così per il medaglione con il simbolo della città.
Da vedere anche: la Fontana delle Rane; il Ponte dei Leoni, con le statue di marmo; il Ponte di San Gerardino, sotto il quale il 6 giugno viene collocata la statua del santo a ricordo del miracolo compiuto quando attraversò sul suo mantello il fiume Lambro in piena per portare conforto ai malati. Da non perdere la passeggiata a San Gerardino, un rione caratteristico, dove fotografare gli scorci delle case che si affacciano sul fiume.

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