Viaggi da non perdere per chi ama il vino

Ci sono mete dove è possibile soddisfare la passione per il viaggio e quella per il buon vino. Francia e Italia sono i primi paesi che vengono in mente quando si parla di vacanze ideali per chi ama il vino, ma ci sono anche altre terre da scoprire.
Ecco alcune delle destinazioni che ogni appassionato di vino deve segnare nel libro dei sogni. Per un viaggio veramente inebriante.

Francia

Champagne, le bollicine delle grandi occasioni

Lo champagne è la bollicina per eccellenza, il vino che si stappa per festeggiare le grandi occasioni, il vino che da solo rende speciale qualunque momento. La regione della Champagne si trova a un centinaio di chilometri da Parigi, un’ottima notizia per chi vuole vedere anche la capitale francese. Nella Champagne si possono visitare le sedi delle principali maison di champagne. Ma non bisogna tralasciare i piccoli produttori, i récoltant manipulant, cioè coloro che lavorano le proprie uve. Oltre al vino, farà girare la testa per la sua bellezza uno dei capolavori del gotico, la Cattedrale di Nôtre-Dame di Reims, luogo dell’incoronazione dei re di Francia. Da non perdere l’Abbazia di Saint-Remi a Reims e la Cattedrale di Troyes. I devoti al vino rendano omaggio alla tomba di Dom Pierre Pérignon (considerato l’inventore dello champagne) nell’Abbazia di Hautvillers.

Italia

Langhe, patrimonio dell’Unesco

I paesaggi con vitigni delle Langhe, del Monferrato e del Roero sono diventati Patrimonio dell’Unesco.

#tb to #langhe #serralungadalba

Una foto pubblicata da Alessandra Paolini (@aless_p84) in data: 21 Dic 2016 alle ore 14:16 PST

Questo solo per capire la bellezza e l’unicità di questo territorio del Piemonte. Parliamo in particolare delle Langhe, il cui re è il vino Barolo, che prende il nome dall’omonimo comune. Ma ci sono anche altri vini da non perdere: dolcetto d’Alba, nebbiolo, barbaresco, barbera. La visita può partire dal paese di Barolo, poi si può proseguire ad Alba, patria del tartufo, Grinzane Cavour, Serralunga e La Morra.

Like an amphitheater made of grapes

Una foto pubblicata da Alessandro Peter (@then_peter) in data: 19 Dic 2016 alle ore 07:10 PST

La Toscana e i suoi rossi

Qualcuno dirà che è scontata, tuttavia la Toscana e i suoi vini meritano sempre un viaggio. Se questa terra e le sue etichette hanno appassionato così tanto gli stranieri, ci sarà ben più di un fondato motivo! La zona di Montalcino con il Brunello, il Chianti e la zona di Bolgheri (quello citato da Carducci, dove producono il vino Sassicaia) formano un “triangolo” del rosso. In un paesaggio collinare caratteristico c’è l’imbarazzo della scelta fra paesi e borghi come Pienza (costruita su uno schema di “città ideale), Pitigliano (arroccata sulla roccia) e Bagno Vignoni (con la “piazza termale”). Ma anche Monteriggioni e Volterra. Per rilassarsi, ci sono le terme come Saturnia, Rapolano, Chianciano, la Val d’Orcia.

Pantelleria, una perla unica come il suo passito

Da una meta così grande come la Toscana, a un’isola nell’isola, piccola e sperduta: Pantelleria. Qui, più vicino alla Tunisia che all’Italia, producono uno dei migliori vini passiti, al 100% uve zibibbo. Anche solo vedere come vengono allevate le viti merita un viaggio: alberelli che crescono in buche scavate nel terreno per proteggerle dal vento. Un metodo così unico ed eroico che l’alberello di Pantelleria è diventato Patrimonio dell’Unesco. Da visitare, oltre alle numerose spiagge, c’è il lago Specchio di Venere, nel cratere di un vulcano spento dove escono acque caldissime e si fanno i fanghi, e l’Arco dell’Elefante, così chiamato per la forma. Uniche anche le case tipiche, i dammusi.

L’arco dell’elefante. 🐘 #pantelleria

Una foto pubblicata da Marti Hap (@martihap) in data: 4 Ago 2016 alle ore 14:44 PDT

🇮🇹 L’incantevole #LagodiVenere a #Pantelleria #in tour con @imperatoretravel 🇮🇹 Photo by: @italian_places staff

Una foto pubblicata da 🇮🇹 Italia 🇮🇹 (@italian_places) in data: 15 Giu 2016 alle ore 12:39 PDT

Spagna

Jerez de la Frontera, fra sherry, flamenco e cavalli

A Jerez de la Frontera, in Andalusia, producono un vino unico: lo sherry. Si ottiene con un procedimento particolare: il vino viene maturato con il metodo “criaderas y soleras” in botti sovrapposte. Ci sono diversi tipi di sherry: dal fino, molto secco, che gli spagnoli amano accompagnare alle tapas, al Pedro Ximénez, molto dolce, prodotto con uve passite. Le visite alle cantine sono esse stesse un divertimento: per esempio alla González Byass (che produce il Tio Pepe, la cui insegna-simbolo è alla Puerta del Sol di Madrid) viene utilizzato un trenino e le botti sono firmate da personaggi famosi (Ayrton Senna, Orson Welles, Steven Spielberg…) e dai reali spagnoli. Non solo vino: Jerez è un importante centro del flamenco, dell’equitazione (con la Real Escuela Andaluza del Arte Equestre) e dei motori (con il Circuito de Alta Velocidad de Jerez). Non ultimo, il Museo de la Atalaya ospita il Palacio del Tiempo, una originale collezione di orologi. Non lontano da Jerez, da visitare ci sono Siviglia e Cadice.

Abbiamo già parlato di che cosa vedere a Jerez de la Frontera.

Cuando el silencio te atrae.

Una foto pubblicata da Antonio Hijano (@antoniohijano) in data: 6 Nov 2016 alle ore 09:26 PST

Germania

Mosa e riesling

Dimenticate per un attimo il binomio Germania e birra: anche i cugini tedeschi fanno ottimi vini. Chi non ci crede, vada alla scoperta del riesling, e faccia un salto lungo il fiume Mosella. Fra le anse di questo corso d’acqua cresce il riesling renano, vitigno a bacca bianca che produce vini di carattere, dai sentori particolari (se invecchiati hanno al naso una nota di idrocarburi, caratteristica unica). Si tratta di una viticoltura eroica, poiché le viti sorgono su terrazze di roccia a picco sul fiume, con pendenze da vertigine.
Da vedere ci sono due città tutelate dall’Unesco. Coblenza, alla confluenza fra i fiumi Reno e Mosella, è una delle più antiche città tedesche, ed è dominata dalla fortezza di Ehrenbreitstein. Treviri ha numerosi monumenti di epoca romana, come la Porta Nigra.

#Moselschleife …tolle Woche hier gehabt 👍🏻 #immerheiser #mosel #landschaft #landscape #iphone5s #instapic #picoftheday

Una foto pubblicata da Eric Immerheiser (@eric2304) in data: 21 Dic 2016 alle ore 03:35 PST

Argentina

I cugini dell’altro emisfero

L’Argentina è il quinto produttore di vino al mondo e i suoi abitanti sono grandi consumatori del nettare di Bacco, ma i vini mediamente non sono di qualità elevata.
Tuttavia il vino argentino può migliorare.

Ne è l’esempio la provincia di Mendoza, capitale della produzione vinicola argentina e soprattutto protagonista del recente sviluppo qualitativo del vino argentino. Siamo ai piedi delle Ande, Santiago del Cile non è molto lontano: una ragione per fare una capatina in questo angolo di Argentina dove nasce un vino così lontano, ma anche così vicino a noi. Perché il successo del vino di Mendoza “parla” italiano, grazie all’apporto degli emigranti dal Piemonte, che portarono in questo paese il loro sapere.

Qui i vini sono rossi, prodotti soprattutto da uve Malbec, Cabernet-Sauvignon, Merlot e Syrah. In Argentina le distanze non devono fare paura: la Ruta del Vino (la nostra Strada del Vino) è lunga più di duemila km e collega più di mille aziende vinicole, i cui titolari sono pronti ad accogliere i visitatori e a raccontare loro come nasce il vino argentino.

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