L’Abruzzo: come in un film

L’interno dell’Abruzzo offre paesaggi aspri di montagna che ricordano l’Islanda, personaggi festosi e signorili che sembrano usciti da un romanzo di Gabriele D’Annunzio e borghi arroccati che assomigliano a un presepe tutto l’anno.
L’Abruzzo, e in particolare il suo interno, è una terra che viene spesso tralasciata dagli itinerari turistici più alla moda. Questa è anche una fortuna, soprattutto per chi va in motocicletta, perché tranne alcune eccezioni qui non si trova molto traffico, anzi le strade sono tutte per il pilota. Meglio ancora, poi, se si va fuori dalla stagione estiva, quando anche le zone più frequentate diventano deserte.
Questo itinerario da percorrere in moto permette di conoscere l’interno dell’Abruzzo: le aree protette, i paesaggi paragonati all’Islanda, borghi e rocche da film, senza dimenticare il mangiare e il bere.

I parchi

Osservando una cartina dell’Abruzzo, ci si stupisce dell’elevata presenza di parchi. Non è un caso: l’Abruzzo è la regione italiana con la percentuale più alta di aree protette (oltre il 30% del suo territorio). Sorge qui l’arcinoto Parco Nazionale d’Abruzzo, i cui abitanti più noti sono l’orso marsicano, il lupo e il camoscio d’Abruzzo. Altri parchi nazionali sono il Parco Nazionale della Majella e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a cui si aggiunge il Parco Regionale Naturale del Sirente-Velino, e così via. Piante e animali selvatici proliferano. Non è facile per il turista incontrare orsi e lupi (anche se diversi abruzzesi raccontano di averli visti vagare indisturbati), tuttavia nelle aree più selvagge si consiglia sempre prudenza alla guida per evitare incidenti e investimenti. Perfino i cartelli nelle strade dei parchi ricordano che “la velocità uccide gli orsi”.

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Foto di Chiara Romagnoli. Parco del Sirente.

Le strade dell’interno vedono un susseguirsi di paesaggi: quelli più verdi lasciano spazio, salendo di quota, a quelli più brulli, di erbe e rocce, con sullo sfondo le cime dell’Appennino. L’altopiano di Campo Imperatore (ma attenzione in inverno: causa neve potrebbe non essere sempre completamente accessibile) è una delle mete preferite dei motociclisti. I colori a contrasto, i paesaggi che alternano montagne, acqua e altopiani, l’assenza di tracce dell’uomo a perdita d’occhio ricordano una meta molto più lontana e di moda: l’Islanda.

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Foto di Chiara Romagnoli. Campo Imperatore.

Borghi e rocche. Cinema e letteratura

L’Abruzzo è spesso scelto come scenario dove ambientare film, spot pubblicitari e video musicali. Una delle mete da segnare per gli amanti del cinema è Rocca Calascio. Situata all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso, nel suo castello sono stati girati film come “Ladyhawke” (1985) e “Il nome della rosa” (1986) con Sean Connery. Dal castello si possono vedere i principali monti abruzzesi ed è affascinante camminare per il borgo, un tempo disabitato mentre ora gli abitanti si contano sulle dita di una mano.

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Foto di Chiara Romagnoli. Rocca Calascio.

Anche la piana di Campo Imperatore è stata utilizzata per numerosi film, come il western “…continuavano a chiamarlo Trinità” (1971) con Bud Spencer e Terence Hill e “Il deserto dei tartari” (1976). Non solo film: Campo Imperatore è famoso nella storia italiana, poiché qui venne tenuto prigioniero Benito Mussolini.
In Abruzzo sono indimenticabili i borghi arroccati sui monti. A vederli da lontano, anche senza la neve assomigliano ai paesi del più classico dei presepi natalizi.
Dal cinema, alla storia, alla letteratura: l’Abruzzo non è solo la terra natale di Gabriele D’Annunzio, ma anche di altri letterati. Sulmona, oltre ai confetti famosi in tutto il mondo, è nota per aver dato i natali al poeta latino Ovidio (quello delle “Metamorfosi” e della “Ars Amatoria”). Una statua lo ricorda.

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Foto di Chiara Romagnoli. Sulmona.

Eremi e gole

Passiamo dagli ampi spazi a quelli ristretti. Creati dalla natura, come le gole, o costruiti dalla religione, come gli eremi.
Fra le gole più note ci sono quelle del Sagittario, scavate dall’omonimo fiume. D’estate e nei fine settimana di bel tempo sono affollate, ma fuori stagione si possono godere in tranquillità e sono ancora più affascinanti da percorrere senza fretta in moto, magari facendo sosta al lago di Scanno.
L’eremo di Santo Spirito a Majella, comune di Roccamorice, sembra uscire dalla roccia, alla quale è appoggiato. Nel XIII secolo nel monastero visse Pietro da Morrone, colui che divenne Papa Celestino V e, come dice Dante, fece “il gran rifiuto”, rinunciando al pontificato.

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Foto di Chiara Romagnoli. Eremo di Santo Spirito.

Arrosticini e non solo

I carnivori in Abruzzo non devono perdersi una delle sue specialità: gli arrosticini di carne di pecora, spiedini da acquistare crudi e da arrostire a piacimento nelle apposite griglie. L’appuntamento per tutti i motociclisti è quello con gli arrosticini a Fonte Vetica, a sud-est di Campo Imperatore. Ci sono dei ristori dove acquistare gli arrosticini e griglie a carbone (fornacelle) per cuocerli. Nelle belle giornate bisogna fare la fila! Per chi non mangia la carne, alternative come i formaggi locali (pecorino, caciocavallo…) non mancano. Se poi il tutto risulta pesante, per digerire c’è il liquore Centerbe.

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Foto di Chiara Romagnoli

Ps: Per fare questo viaggio è molto probabile che si passi per l’Aquila, dove le gru ricordano a tutti il terremoto del 2009. Per chi viene da nord in moto, è quasi d’obbligo passare per la piana di Castelluccio di Norcia e per Amatrice, dove altri terremoti hanno colpito di recente. Togliendo qualcosa anche a chi di queste terre è stato veloce ospite.

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