Da Amman a Petra lungo la Strada dei Re

Volete raggiungere Petra, in Giordania? Perché non percorrere l'antica Strada dei Re?

Sono tre i percorsi principali per arrivare a Petra dalla città di Amman, ma sicuramente quello conosciuto come la Strada dei Re è il più scenografico e interessante da percorrere: questo lungo serpente di asfalto scuro serpeggia tra piccoli villaggi polverosi, valli coltivate e grandi canyon desertici. Nessun mezzo pubblico percorre la Strada dei Re, è necessario affittare un mezzo privato. petra giordania

Lasciando la caotica città di Amman e procedendo verso sud, il primo posto in cui fermarsi perché vale assolutamente una visita è la città di Madaba. Madaba ospita un bel mercato vivace, ma il motivo principale per cui fermarsi è la piccola chiesa ortodossa di San Giorgio che ospita uno dei più famosi mosaici bizantini al mondo: la Mappa di Terrasanta. Il mosaico è ben conservato e mostra quali erano gli itinerari per raggiungere Gerusalemme nel mondo allora conosciuto. Purtroppo moltissimi pezzi sono andati distrutti, ma è stimato che il mosaico in origine fosse composto da ben due milioni di piccole pietre.

Dopo Madaba, si trova un altro luogo importante da vedere, il Monte Nebo, uno dei luoghi che mi hanno emozionata di più: da qui Mosè vide la Terra Promessa e dopo una breve salita a piedi ci si ferma esattamente nello stesso punto dal quale si gode di un panorama incredibile intorno, lo sguardo spazia sull’infinito dalla Giordania al Mar Morto, fino ad Israele. Anche chi non è religioso di fronte a questo spettacolo avvertirà la sacralità del luogo. Sotto un tendone tirato alla bene e meglio sono conservati bellissimi mosaici. Nel posto vi è anche una chiesa, purtroppo ormai chiusa da qualche anno.

Da Monte Nebo, la strada prosegue con dolci curve fino ad arrivare sopra le gole del Wadi Mujib, definito da molti il Grand Canyon della Giordania e vale la pena percorrere la strada dei Re solo per scattare una fotografia in questo punto: la vista dall’altro di questa enorme spaccatura che taglia a metà il paesaggio desertico intorno, lascia letteralmente senza fiato.
Il canyon, profondo fino a 1.300 metri, dal 1987 ospita una riserva della biosfera che copre unarea di circa 212 km quadrati.

La strada scende, si incurva, arriva in fondo al canyon, attraversa la diga per poi risalire sulla sponda opposta. Ogni curva regala panorami nuovi e quasi drammatici per la loro arida bellezza, fino ad arrivare al punto panoramico sul piccolo e pittoresco villaggio di Dana, arroccato sulla sponda di un profondo precipizio. Tornassi indietro sicuramente pianificherei una notte o due in questo caratteristico paese completamente costruito in roccia bianca per esplorarne la riserva naturale, biosfera dell’UNESCO, paradiso per chi ama il trekking.

Purtroppo per questa volta ci accontentiamo di scattare qualche fotografia, abbiamo ancora altre cose da visitare e vogliamo arrivare a Petra prima del tramonto, per riuscire a visitare anche la Piccola Petra prima che cali il buio.
Prima della meta finale ci fermiamo a visitare due maestosi castelli crociati, perché se lungo la strada dei Re sono i paesaggi a farla da padroni, anche l’uomo ha dato il suo contributo alla magnificenza della zona.
I castelli sono due: quello di Karak e quello di Shobak. Il primo, completamente restaurato, si trova in zona panoramica e assomiglia, anche se in piccolo, al più famoso e indistruttibile Krak de Chevaliers in Siria, che ho avuto la fortuna di visitare qualche anno fa e del quale ho ricordi ancora vividi nella mente.
Shobak è più ameno e isolato e, anche se crollato quasi completamente ed invaso dalle erbacce, è in qualche modo ancora più affascinante.

Nonostante la Strada dei Re sia stata in passato utilizzata come la principale via per il commercio per circa 5000 anni, ormai tutto il traffico tra Amman e Petra passa per l’autostrada dei deserti e la Strada dei Re è caduta in disuso. Originariamente la Strada cominciava addirittura in Egitto, attraversava tutta la Giordania e terminava la sua corsa in Siria: basta pensare che su di essa venivano trasportate le spezie dai Nabatei, che fu percorsa dai Romani durante le crociate, dai pellegrini Cristiani e dai Musulmani come via verso la Mecca, per sentirne il fascino antico.

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